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martedì 30 settembre 2008

L’estate distaccata ed inconsueta che si percepisce ad Otranto.



Ho notato ad Otranto da alcuni giorni l’intensificarsi, in tutti i locali commerciali, soprattutto del centro cittadino, di cartelli del tipo: “cercasi personale” “cercasi commessa” “cercasi personale per la stagione estiva” e molti altri ancora.
Vedo uno smarrimento generale da parte dei giovani che risiedono ad Otranto, disturbati, forse, anche da questo genere di trascurati “avvisi”. Perché ?
Ciò, mentre osservo, e non è la prima volta, poiché, si ripete ogni anno, l’indifferenza da parte di alcuni titolari di locali commerciali che sfruttano la loro “improvvisazione” per accrescere la propria ricchezza.
Io mi chiedo: si può andare avanti con questo andazzo ?
E che dire dei più giovani appena 14/16enni che per svariati motivi non possono andare a fare i primi mestieri come cameriere e barista ? E se lavorano lo fanno per poche centinaia di euro al mese ? (Ma qui ovviamente la responsabilità è del legislatore). E poi con riferimento a questi cartelli che sembrano voler prendere in giro io mi chiedo se i maggiorenni di Otranto hanno già trovato un lavoretto perlomeno dall’inizio di maggio ed i 14/16enni non possono nemmeno lavorare in determinati orari, allora, chi sono i destinatari di quegli avvisi posti su tutte le vetrine dei locali Otrantini ?
I disoccupati dell’entroterra Otrantino ? L’improvvisazione ?
Non si dice sempre che “forse era meglio, quando si stava peggio ?”.
Questa è la situazione del terzo millennio a dire il vero scoraggiante che si percepisce ad Otranto.
Prova di questa mia riflessione e di questa situazione ne è ciò che mi è capitato oggi, quando mi sono recato in uno dei tanti supermercati Otrantini (in parte appartenenti agli stessi soggetti) per fare la spesa quotidiana a dire il vero dell’essenziale.
Orbene arrivato nel reparto macelleria chiedevo all’addetta alla vendita della carne alcune fettine indicando il pezzo specifico. Ebbene a riprova della situazione (grave) la commessa o presunta tale mi rispondeva: no, devo farle da quest’altro pezzo perché questa è passata.
Allora, dopo aver afferrato la frase, ribadivo e chiedevo: scusa perché non di questo pezzo ?
Ebbene la commessa confermando il suo stato di disagio e l’improvvisazione oltre che ingenuità rispondeva: con questo pezzo è a suo rischio e pericolo !
Dopo tale conferma ed un certo imbarazzo e per fortuna in assenza di altre persone ovviamente ho alzato i tacchi e sono uscito dal locale.
Questa è la situazione ad Otranto ormai anche d’inverno dove il personale cambia di giorno in giorno.
A vedere alcune foto dell’archivio storico di Dino Longo, il fotografo di Otranto, mi viene davvero la nostalgia dei vecchi tempi vissuti ad Otranto, sia d’estate che d’inverno, quando a venderti qualcosa anche senza pagare era il vecchio Otrantino.

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