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martedì 30 settembre 2008

La vera cronaca italiana.

Domenica, 21. Settembre 2008

La simpatica vignetta è di Mauro Biani

www.maurobiani.splinder.com

Trovo veramente vergognoso quanto letto sul Messaggero di oggi ovvero quanto segnalato dal disabile di Roma, sig. Aldo Teoli, del quale condivido le conclusioni.
È vero che in Italia siamo ormai abituati a tutto, alle vessazioni, alle umiliazioni e quant'altro ma questa storia che riporto integralmente ed estendo ancora una volta pubblicamente al Ministro Brunetta è sintomatica di come funziona la pubblica amministrazione. Altro che premi !!!
Alla faccia dello snellimento delle pratiche e della burocrazia ! E dell’interruzione continua del pubblico servizio mai condannato seriamente. Chissà poi perché nessuno procede mai d’ufficio e condanna il responsabile dell’ufficio per non rispondere al telefono pubblico!
E per fortuna poi che c’è internet! Infatti, per risolvere piccoli problemi basterebbe rilasciare un codice riservato ad ogni cittadino residente nel territorio italiano!
Questo il contenuto della legittima lamentela del sig. Aldo Teoli che merita di essere portata all’attenzione dei parlamentari che mai come in questa legislatura sembrano essere proprio dei fantasmi ma soprattutto al Ministro Brunetta che più volte sostiene di fare sul serio nell’ambito del pubblico impiego.
(dal Messaggero del 21 settembre 2008)

"BUROCRAZIA LUMACA.
Rinnovo patente, odissea per i disabili.
Sono un trapiantato di rene e pertanto portatore di handicap e volevo segnalarvi un disservizio che vivono sulla loro pelle tutti coloro che, loro malgrado, sono costretti come me a rinnovare la patente di guida ogni due anni. Come accade da ormai 13 anni, contatto la sede di competenza della Asl Rm in via Arimondi (Commissione Medica Roma 3) per informazioni sulle modalità di rinnovo della patente. Telefonicamente mi viene riferito che l’ufficio si è trasferito in via S. Benedetto del Tronto 9, tel. 435398020 e che gli appuntamenti si possono prendere sul posto il martedì e il giovedì dalle 14 alle 16,30. non essendo riuscito a parlare con nessuno a questi recapiti telefonici (il telefono risulta staccato, quando è libero non risponde nessuno) decido di recarmici, prendendo 2 ore di permesso lavorativi, il 9 settembre. Al mio arrivo alle 13,25 trovo una situazione di caos totale, gente che litigava per la disputa della precedenza a ritirare i 70 numeri che, come viene scritto sul cartello all’interno dell’edificio “verranno distribuiti a partire dalle ore 14”. Di numeri disponibili non ve ne era traccia, il personale era “barricato al di là della porta” e pertanto ho pensato di limitare i danni tornando al lavoro con il proposito di tornare il giovedì in tarda mattinata per poter sperare di rientrare nei 70 fortunati. L’11 settembre prendo un altro permesso lavorativo e mi reco nuovamente alle ore 12 all’ufficio preposto, qui vengo a scoprire che è vero che i numeri vengono distribuiti dalle ore 14 ma è anche vero che gli astanti sono arrivati ad ore antelucane per organizzarsi in maniera autonoma e distribuire dei pre-biglietti che stabilissero la precedenza per ritirare il numeretto di prenotazione. Visto che le persone erano molto inferocite sono stato costretto mio malgrado a tornare nuovamente al lavoro con il fermo proposito di tornare il martedì successivo ad un’ora “notturna”. Il 16 mi sono presentato alle 5,45 del mattino e ad aspettare ho trovato altri 8 poveri “cristi” che avevano il mio stesso problema. Tra noi e chi arrivava alla spicciolata è nata quella simpatia e solidarietà di chi si sente vessato ed umiliato. E pertanto in modo autarchico abbiamo creato un blocchetto di numeri che andava sino a 70 e lo abbiamo distribuito sino alle 7,20 (eravamo arrivati a 26 persone) ora in cui siamo tornati tutti alle proprie occupazioni, chi al lavoro chi ha portare i figli a scuola, tranne una persona che si è resa disponibile a rimanere sul posto fino all’esaurimento della distribuzione dei numeretti da noi creati. Ed è grazie a questa sorta di autogestione che ci siamo ripresentati verso le 12 per continuare a “picchettare” la fila ed attendere che alle 14 l’impiegato, scortato da un vigilante, cambiasse i nostri numeri con quelli ufficiali. Inutile dire che nel frattempo molte persone, non informate correttamente, si sono presentate sperando di accedere ai servizi promessi e che come era successo a me la settimana prima, sono tornati a casa con le pive nel sacco ed una grande rabbia nel cuore. Dopo il danno (3 permessi di lavoro consecutivi di due ore) è arrivata la beffa: l’impiegata mi programma l’appuntamento per il 26-11-2008. Alle mie rimostranze la signora mi ha candidamente detto che per un mese non avrei potuto guidare la macchina! Mi è crollato il mondo addosso, tenendo presente che in casa abbiamo solo 1 macchina e che mia moglie anche lei portatore di handicap non guida, oltre al fatto che la scuola dei miei figli, uno di 9 mesi e l’altro di 3 anni, dista 10 km da casa mia e che per arrivare al lavoro ne percorro altri 5. Non ci potevo credere: un mese in cui venivo privato della libertà di movimento, neanche fossi un delinquente, non ho carichi pendenti, mai fatto uso di stupefacenti o di alcool, il mio rispetto per il codice della strada è massimo. A questi punto mi chiedo e vi chiedo cosa altro può fare un cittadino che si presenta con quasi due mesi di anticipo sulla scadenza della patente di guida ? A parte perdere molte ore di lavoro (che nessuno mi ripagherà) per riuscire a poter prenotare una visita medica, a parte l’umiliazione di esser costretto a fare la fila all’addiaccio alle 5 della mattina per sperare di non azzuffarsi per contendersi un pezzetto di carta con un numero che vale oro? Siamo in una situazione da terzo mondo nella quale non solo non si rispetta la dignità del cittadino, peraltro invalido, ma non si dà nessun valore al rispetto e all’onestà delle persone. Che colpa abbiamo noi se una struttura pubblica non è in grado di razionalizzare ed organizzare in modo più civile un servizio dovuto alla cittadinanza?"

Ora io mi chiedo in questi casi non sarebbe sufficiente consentire al cittadino già idoneo alla guida - fino a prova contraria - di continuare a guidare sino all'esito dell'accertamento ?

Non sarebbe sufficiente forse dimostrare di aver prenotato la visita di controllo?

Perchè rompere i coglioni ai cittadini indifesi ?

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