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sabato 1 novembre 2014

Patto: Stato - Mafia. Deposizione del Presidente della Repubblica in aula SI. Deposizione in aula NO. Giustizia allo sbando. Tanto rumore per nulla.


Tanto rumore per nulla e cosi è STATO.
Nei giorni scorsi ci fu una vera e propria querelle tra i magistrati circa la deposizione del Presidente della Repubblica. Per alcuni: deposizione in aula. Per altri: deposizione in gran segreto, lontano, dagli imputati, da occhi indiscreti, giornalisti, Tv ecc.. Per carità è previsto dall'art. 205 c.p.p. che la deposizione del Capo dello Stato sia assunta nella sede in cui esercita la propria funzione. Ma è anche diritto di ogni imputato di assistere alla deposizione del teste.
Si è chiesta e ottenuta nella circostanza la massima riservatezza persino sulle domande. Cosa, questa, che aveva suscitato in chi scrive più di una perplessità. Massimo rispetto per l'Istituzione ma sia chiaro che anche i cittadini hanno il diritto di sapere.
Ed ora? Dopo l'udienza del 28 ottobre 2014 è stato persino il Quirinale (!) a diffondere "per primo" il verbale di udienza e la trascrizione delle deposizioni (testimonianza del Capo dello Stato) sul procedimento penale a carico di Bagarella Leoluca + altri 9 imputati.
Mi chiedo: in quale altro paese del mondo succede una cosa simile?
In questo caso è un "testimone" che pubblica per primo la trascrizione del verbale di udienza contenente le proprie deposizioni, quindi, ancora prima di chi aveva ed ha il "potere" di farlo: la Giustizia.
Comunque una parte del verbale ho trovato interessante e un pò contraddittorio nella parte in cui il Presidente della Repubblica, in merito al "significato" di alcune "righe" e alle preoccupazioni del dott. D'Ambrosio, allo stesso rappresentate, si rivolge al P.M. e alla Corte e un pò irritato riferisce che: "faccio il massimo sforzo per dare nello stesso tempo la massima trasparenza al mio operato e il massimo contributo anche all'amministrazione della Giustizia. Sono, come dire, certe volte proprio su una linea sottile, quello che non debbo dire non perchè abbia qualcosa da nascondere, ma perchè la Costituzione preveda che non lo dica, e quello che intendo dire per facilitare il più possibile un processo di chiarificazione (parola incomprensibile) di una Repubblica e anche lo sviluppo della legittimazione di indagine e processuale della Magistratura".     
La domanda che mi pongo è: perchè tanto rumore per nulla? 
Il Presidente della Repubblica aveva chiesto la massima riservatezza anche sulle domande ma poi pubblica e diffonde l'atto giudiziario ovvero la propria testimonianza per primo.
Un dubbio era venuto in chi scrive.
Il Presidente della Repubblica si aspettava altro tipo di domande dall'accusa e dai difensori?
Il dubbio resta.

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