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martedì 12 luglio 2011

Otranto: presto il nuovo porto turistico


Il progetto curato dalla società Condotte prevede circa 500 posti barca, residenze sul fronte mare, un indotto occupazionale di un centinaio di addetti. Spesa prevista 50 milioni di euro in 3 anni di lavori.

500 posti barca, di cui 80 destinati al transito; un approdo per navi da crociera; una settantina di residenze affacciate sul mare; 4 piazzette attorno ad una piazza-fulcro: questi i dati più significativi del progetto di Porto turistico di Otranto, presentato pubblicamente poche sere fa ai residenti e ai tanti turisti che già affollano la “città dei martiri”. Prende così ufficialmente il via dopo una quarantina di anni di discussioni e a più di 4 anni dalla sua presentazione alla regione Puglia, una delle opere di su cui l’attuale amministrazione comunale guarda con attenzione per attrarre nuovi flussi turistici e alleggerire la pressione su un territorio ormai fortemente antropizzato e non più in grado di reggere un numero tanto elevato di vacanzieri. Ma si tratta – soprattutto – di un progetto di riqualificazione in grande stile del territorio e di valorizzazione di aree degradate, che si integra perfettamente col Piano Urbanistico Generale cittadino in fase di formazione.

Planivolumetrico del Porto Turistico di Otranto (LE), foto tratta da pubblicazione Società Italiana per Condotte d'acqua S.p.A.

A proporre e realizzare l’opera, i cui lavori dureranno presumibilmente 3 anni a partire dall’ok della Regione, la Società Italiana per Condotte d’acqua s.p.a. (la stessa che sta realizzando a Venezia il Mose); spesa prevista oltre 50 milioni di euro, «tutti a capitale Condotte», precisa l’ing. Stefano Tomarelli, responsabile del settore Opere marittime e membro del comitato di gestione della società, che aggiunge: «ormai le amministrazioni locali ricorrono sempre più frequentemente al privato per realizzare interventi significativi e qualificanti».
Il porto turistico sorgerà alle spalle di quello attuale, protetto dal Molo san Nicola – ormai incapace di assolvere alla doppia funzione, turistica e commerciale – nella zona “cave”, dove passa l’elettrodotto Italia-Grecia e dove passerà il gasdotto IGI-Poseidon; un’area nel passato utilizzata anche per smaltimento di rifiuti inerti e perciò priva di valenze naturalistiche. Lì verranno realizzati 6 pontili che accoglieranno 417 attracchi fissi e 80 di transito; ci sarà posto anche per yacht fino a 40 metri. 68 le residenze previste (e si sa che questo settore costituisce un potente motore di sviluppo per il diportismo turistico) affacciate su piazzette e percorsi legati al resto della città che così avrà un nuovo punto di incontro e socializzazione. Tutto è all’insegna della sostenibilità: dal rispetto per l’ambiente marino e terrestre, all’impiego di materiali locali, agli interventi per il risparmio energetico (geotermia marina, pannelli solari, recupero delle acque meteoriche, ecc). Come è prassi, a cinquant’anni dalla loro realizzazione, le opere torneranno di proprietà del Demanio marittimo, che è già proprietario dell’area oggetto dell’intervento.
Un aspetto interessante è l’effetto sull’occupazione. L’intenzione è di utilizzare maestranze locali e di impiegare, ad opera finita, un centinaio di addetti alla manutenzione dell’intera struttura (il calcolo è di 1 addetto ogni 4 posti barca); poi ruoterà intorno tutto l’indotto (ristorazione, infrastrutture, accoglienza, ecc.): insomma un “circolo virtuoso” dalle innegabili ricadute positive. Un’ultima notazione. Il sindaco di Otranto Luciano Cariddi ne è sicuro: «Il porto turistico, una volta completato, diventerà la naturale porta d’accesso al Parco regionale Otranto-Leuca».
Fonte: qui

2 commenti:

`°*ஜღ Moka ♥ღஜ*°´ ha detto...

magari un giorno lo userò per visitare Otranto, tutti mi dicono che è bella.... e poi voglio fare un bagno a Castro marina!!!! un salutone a presto miao :)))

Luciano ha detto...

se mai riusciranno a farlo :-)