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giovedì 18 febbraio 2010

Le conferme e le smentite.


All'Aquila chi rideva del sisma ha fatto davvero affari: gli appalti tre giorni dopo il sisma Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta aveva sottolineato come chi rideva del terremoto sfregandosi le mani “non aveva mai messo piede all’Aquila”. Ebbene, a confermare che certi imprenditori galvanizzati dalla tragedia che avrebbe portato denaro nelle loro tasche ha fatto affari ci sono le intercettazioni. Gli imprenditori sono gli stessi che già in quel 6 aprile – quando il sisma mieteva 300 vite - si attivavano per mettere le mani sul business del sisma. Il loro coinvolgimento emerge dal rapporto dei carabinieri del Ros allegato all'ordinanza di arresto di Angelo Balducci, Diego Anemone, Mauro Della Giovampaola e Fabio De Santis. Sulle eventuali irregolarità che hanno caratterizzato gli interventi per L’Aquila stanno indagando da mesi anche i magistrati della Procura del capoluogo abruzzese che hanno chiesto ai colleghi di Firenze copia degli atti dell’inchiesta che riguarda Guido Bertolaso e altre 23 persone.Il sindaco Cialente: "Saperlo mi fa male" - Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente era intervenuto duramente contro gli imprenditori che avevano manifestato soddisfazione e scherzato sul dramma della sua città, affermando che quel comportamento era da “schifo”. "Mi fa male pensare che all'Aquila siano arrivati alcuni schizzi di questo fango con cui l'Italia si sta confrontando – ha dichiarato il sindaco - ma se gli appalti sono puliti non possiamo farci nulla. E' stato un pugno allo stomaco - spiega ancora Cialente - pensare che i cittadini aquilani abbiano potuto, in questi mesi, avere a che fare con chi alle 3.32 rideva nel letto, pensando al grande affare della ricostruzione. Tuttavia - prosegue - è chiaro che, al di là del giudizio morale, non si può prendere una posizione nei confronti di un'associazione temporanea di impresa se questa, in sede di apertura dei consorzi o partecipazione alle gare, si è comportata regolarmente". Cialente, rilancia però la necessità della trasparenza, ribadendo che "il Comune sta elaborando una banca dati per il monitoraggio di tutti i cantieri post-sisma".La presidente della Provincia: "Le delusioni sono troppe" - Sulla smentita data dalle intercettazioni alle affermazioni di Letta si sofferma anche la Presidente della Provincia Stefania Pezzopane. "Le rassicurazioni dell'onorevole Gianni Letta circa la sua assoluta sicurezza che nessun appalto del post sisma fosse andato a quei famigerati imprenditori sono state già smentite da una semplice indagine giornalistica. Deve essere di nuovo sfuggito qualcosa. L'Aquila era già stata vittima di superficiali rassicurazioni durante lo sciame sismico. Due delusioni di questa portata sono troppe". In una lettera la Pezzopane chiede di sapere quali imprenditori stiano operando sui cantieri per la ricostruzione. La lettera è indirizzata al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, al ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli, al Capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, al provveditore alle Opere Pubbliche, Giovanni Guglielmi, al Commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e al suo vice, Massimo Cialente. "Chiedo trasparenza e controlli severi e approfonditi sulle liste degli imprenditori - scrive Pezzopane - e che vengano rese pubbliche fino al dettaglio, per evitare che le forze sane dell'imprenditoria locale restino vittime di scaltri e spregiudicati affaristi e, soprattutto, che il futuro della provincia dell'Aquila sia soffocato dalla criminalità organizzata, come successo in altri sfortunati territori".

5 commenti:

Paola ha detto...

E te pareva che di trasparenza nemmeno l'ombra?
E chi ci rimette è sempre la popolazione!!!
Vabbè!!!
Spero solo che realmente prendano dei provvedimenti seri con costoro che lucrano...
Ciao Lucianino felice serata un abbraccio e baciotto

Angelo azzurro ha detto...

E l'Italia affoga sempre più in un mare di fango...

Carlos ha detto...

Lo terrible é que el crímen organizado non sono personas que non hai niente o lo han perdido todo, sono grandes ricos che se aprovechan de las desgracias humanas.
Pero sobre todo che van por delante de las ayudas oficiales per culpa de tanta burocracia, fotos, comisiones, reuniones, e dimenticare.

Un abrazo e avanti!

lella ha detto...

provo disgusto e sgomento su questa inchiesta.Non ho parole!E la cosa che mi ha ancor più sbalordito è da quale pulpito viene la predica di sgominare i corruttori ed evitare che si candidino alle prox elezioni.
povera Italia :-((((
Lella

DIANA B ha detto...

Ma che tristezza!!!! Se non ci muoviamo, nel fango ci finiamo tutti!!! E pensare che c'è gente che non vuole rendersene conto e continua a farsi rimbambire il cervello dalle baggianate che ogni giorno certe tv, inventano come scusante a tutto questo schifo.
Ciao
Bruna