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venerdì 5 dicembre 2008

Vaticano? Certamente allo sbando.




Sull’attuale momento di difficoltà della Chiesa non condividendo alcune tesi mi sono già espresso su queste pagine nella vicenda di Eluana Englaro (http://otrantino.blogspot.com/2008/11/siamo-tutti-assassini.html).
Ora a distanza di qualche mese il Vaticano ritorna alla ribalta. Io mi chiedo visto che non tutti gli uomini di Chiesa sono dello stesso parere (vds. il caso Englaro) se c’è qualcuno che controlla le schegge? Oppure a qualcuno sta sfuggendo la situazione di mano?

Questa volata la Chiesa dice NO alla proposta di depenalizzazione universale dell'omosessualità, che l’Unione Europea, ora guidata dalla Francia, nella quale fa parte anche l’Italia, peraltro, firmataria del documento unitamente al resto dei 26 paesi della U.e., sta per avanzare all’O.N.U..

Il rifiuto secondo il Vaticano sarebbe la presunta ed ingiusta discriminazione.

Ma come? Non è forse un “diritto umano” dell’uomo o della donna essere omosessuale?
O forse questo status è una colpa? E a chi dovrebbe essere attribuita questa secondo la Chiesa?

Ma poi questa teoria non è forse una contraddizione con quanto affermato dalla stessa Chiesa nella vicenda di Eluana Englaro e altri casi simili?

Cioè la Chiesa ha detto NO alla fine delle lunghe sofferenze di Eluana e dei suoi familiari mentre per quanto riguarda i gay presenti anche tra gli uomini di Chiesa invece dice che SI possono anche essere condannati a morte.

Infatti, la Chiesa trascura che i gay sono presenti nelle sue stesse istituzioni ed inoltre trascura che in decine di paesi nel mondo l’omosessualità viene punita con il carcere, con le torture e persino con l’esecuzione capitale.

Davvero incredibile quello che sostiene il Vaticano. Non si rende conto che con il suo ragionamento difenderebbe al contrario la pena di morte e la discriminazione tra gli uomini in quanto sarebbero soggetti a situazioni diverse da un paese all’altro del mondo.

Io penso che la Chiesa dovrebbe incominciare a stare un po’ in silenzio una volta per tutte poiché molti credenti potrebbero incominciare a perdere la propria fede.

Io dico la mia.

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