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venerdì 5 dicembre 2008

Province, Regioni e Parlamento. Che confusione: ma quanto ci costano?


In questi giorni si ritorna a parlare di abolire le Province italiane fatto che secondo qualcuno sarebbe in contrasto con il Federalismo tanto atteso e voluto soprattutto dalla Lega Nord ma anche da questo Governo che a sua volta per bocca del Presidente del Consiglio vorrebbe abolire anche le Province.
Ma come la mettiamo con Bossi che con forza chiede a Berlusconi il Federalismo?
Un vero caos.
Nei giorni scorsi il quotidiano Libero ha rilanciato la battaglia scrivendo in prima pagina “Abolire le Province – Valanga di firme”. Infatti, il giornale di Feltri vicino al Governo Berlusconi per dare maggiore peso all’articolo pubblicò una serie di nomi che invitavano il Governo ad eliminare le Province che pare sopravvivano da oltre 35 anni.

Secondo dati resi pubblici, le Province, per la sola gestione, costerebbero, non allo Stato dico io, ma, ai cittadini, ben 16 miliardi di euro l’anno ovviamente in costante aumento. Ebbene quante altre cose si potrebbero fare con 16 miliardi di euro l’anno?
Sicuramente potremmo stare meglio tutti senza questo spreco di denaro pubblico e senza la presenza di uffici inutili o analoghi a quelli degli enti locali e regionali.

Io comunque sono favorevole all'eliminazione delle Province e a gran parte degli uffici provinciali ma mi rendo conto che tutto ciò non è - per svariati motivi - cosa molto semplice perchè le Province hanno assunto purtroppo migliaia e migliaia di persone, aperto numerosi uffici, concluso autonomamente contratti vari ecc..!
Questi particolari impediranno evidentemente al momento l'abolizione delle Province. Ma una revisione della Carta costituzionale però è possibile ci vorrebbe solo un po’ di buona volontà in più sopratutto ora che vi sono al parlamento due schieramenti e le condizioni favorevoli per modificare la Costituzione.

In alternativa all'abolizione, ovviamente progressiva, delle Province si potrebbe incominciare - secondo il mio umile pensiero - ad abolire le ripetute ed inutili "elezioni" (molto costose) provinciali e regionali.

[A che servono infatti queste elezioni se in ogni comune d'Italia si eleggono già dei rappresentanti del popolo in maniera democratica? Non sarebbe sufficiente forse utilizzare una rappresentanza di questi alla Provincia e alla Regione? Ovviamente in base a determinati criteri? Provincia e Regione che secondo me si dovrebbero limitare poi "solo" a proporre una legge "nazionale" o di modificarla in base alle esigenze del proprio territorio e a null'altro perchè ritengo che i cittadini e le aziende debbano essere tutti/e uguali e quando devono avere a che fare con una legge specifica ritengo che ne debbano leggere ed esaminare solo una. E non decine e decine perchè in questo modo si complica la vita ai cittadini e alle aziende che vogliono investire.

Io credo nella legge ma solo in quella nazionale cioè unica e uguale per tutti.

Si potrebbe incominciare ad abolire sicuramente gli assessori e i consiglieri provinciali e regionali che hanno tutti una professione che possono essere "sostituiti" dagli eletti dei Comuni d'Italia ovvero da una rappresentanza di Sindaci, di assessori e consiglieri in carica con criteri da stabilire forse in questo modo l'attività amministrativa sarebbe molto più snella e veloce.

E non si arriverebbe al paradosso che una provincia è diretta da una parte politica e la città capoluogo da un'altra o peggio la regione da un'altra ancora.

In questo modo avremmo meno tasse per tutti e meno sprechi di denaro pubblico. I comuni che si sciolgono anticipatamente? Vanno a nuove elezioni ma perdono i loro eventuali rappresentanti mentre per province e regioni il problema non sussisterebbe in quanto l'attività verrebbe appunto loro limitata!
Non lo so se sbaglio ma dico questo perchè sono convinto che il sistema attuale non può più reggere e sarà un danno enorme per i nostri figli se non sarà modificato.
Allo stesso modo mi comporterei con il Parlamento (dove eliminerei una delle due camere).
Elezioni? Ogni cinque anni! E per cinque anni Parlamento regioni e province sarebbero guidate da una stessa parte politica.
Quindi un' unica tornata elettorale coincidente con quella dei comuni d'Italia dalle quali elezioni scaturirebbero le "rappresentanze" per province regioni e camera.
Sarebbe veramente un gran risparmio di tempo e di denaro. Provate a chiedere o ad informarvi per credere quanto costano oggi le elezioni. Mentre per quanto riguarda la politica ed i politici di professione ormai lo sappiamo veramente tutti.
Non solo, nella Costituzione, io prevedrei che almeno il 50% degli eletti sia rappresentato da giovani diplomati e laureati inoccupati di età superiore ai 25 anni. Al parlamento non vorrei più vedere infatti politici con una età superiore ai 65 anni ovvero quella equivalente a quella della età di "pensione" !
Forse in questo modo nel giro di cinque anni daremo una svolta all'Italia, daremmo da mangiare a più persone e staremmo bene un po’ tutti ricchi, poveri e assistiti per necessità.
Le competenze verrebbero trasferite ai Comuni che con leggi ad hoc potrebbero riorganizzare i propri uffici e implementare il personale se non integrati da quelli provenienti dalle province e regioni.

Ma chi oggi fa politica anche di professione sarà disposto ad abbandonare il proprio potere, la propria poltrona ma soprattutto la propria indennità?
Io credo di no. Quindi, ritengo, che i cittadini debbano agire con gli altri strumenti che la Costituzione mette a disposizione del Popolo.

Di certo c’è che il Cavaliere rispondendo ad una specifica domanda di una signora di Forte dei Marmi, durante una chat-line organizzata dal Corriere della sera, rispose: “La prima cosa da fare è dimezzare il numero dei parlamentari, dei consiglieri regionali, dei consiglieri comunali”.
Ed ancora sull’eliminazione delle province: “Non parlo delle Province, perché bisogna eliminarle”.
Niente di tutto questo sino ad oggi aggiungo io. Forse le promesse come quella dell’abolizione del bollo auto saranno riproposte alle prossime elezioni? Eppure questo Governo si vanta di avere cento seggi di vantaggio alla Camera e cinquanta al Senato! E le promesse elettorali?

Io ancora una volta mi congratulo con Gianfranco Fini il quale sembra abbia affermato che: “Nel programma del Pdl c'era l'abolizione delle Province ed è vero che a tutt'oggi non è stato fatto nulla. Personalmente non ho cambiato opinione”.

A queste parole seguono quelle di Umberto Bossi: “Finché la Lega è al governo, non si toccano”.

Tutto ciò dimostra che i politici sono veramente troppi così come quelli che dettano legge. E di questo passo in Italia non risolveremo mai i veri problemi.



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