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domenica 30 novembre 2008

Nel dubbio mai condannare. Un principio che sembra essere ignorato dai magistrati italiani.



Che dire della storia del Tarantino Domenico Morrone, oggi 45enne, condannato a oltre 20 anni di carcere perchè accusato nel dicembre del 1991 a Taranto di un duplice omicidio di due ragazzini?
Ora dopo ben 15 anni, due mesi e 23 giorni in carcere e ben sette gradi di giudizio e tre rinvii alla Corte di cassazione la giustizia italiana ha ammesso il proprio errore giudiziario.
Anzi aggiungerei un gravissimo errore giudiziario.

Ora il salentino, questa volta in breve tempo, dall'avvio della procedura, di sei/sette mesi fa, sembra aver già ottenuto da pochi giorni un risarcimento record dal Ministero dell'Economia di 4,5 mln di euro come equa riparazione per l'ingiusta detenzione.

Ora il compianto Totò che appare sempre più spesso su Striscia la notizia direbbe: e io pago!
Perchè a pagare siamo sempre e solo noi cittadini.

Domenico Morrone con la revisione del processo che si è svolto presso la Corte di appello di Lecce è stato assolto il 21 aprile 2006. E con formula piena ottenendo in tal modo la maxi-cifra.
Ma Domenico, difeso, evidentemente, dall'ottimo avvocato Claudio Defilippi, non si ferma. Infatti, ha intenzione di chiedere ulteriori 8 milioni di euro, questa volta, come previsto dalla legge sugli errori giudiziari, per responsabilità civile di tutti i magistrati che si sono occupati del caso.

Se Domenico Morrone dovesse riuscire a vincere anche questa sua ultima battaglia il Governo italiano - ovvero noi cittadini - avrà sborsato la somma complessiva di circa 12 milioni di euro!

Anche questa storia non può che farci riflettere tutti indistintamente perchè si prende atto che in Italia i colpevoli di un reato rimangono in libertà mentre gli innocenti vanno dentro una cella.

Io dico la mia.

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