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lunedì 24 novembre 2008

Italia sprechi disservizi e problemi ovunque.


Oggi mi va di parlare degli sprechi ,dei disservizi e dei problemi nella sanità italiana ma in generale della pubblica amministrazione italiana.

Quello che è stato scoperto in Sicilia non è certo una novità. Però mi stupisce come la sanità ovvero il Ministero della Sanità non faccia nulla e dico nulla per evitare simili fattacci.
Non si può oggi accettare quanto ancora una volta scoperto nella Sanità in Sicilia.
Ma l’argomento riguarda la nazione intera. Parlo di un problema di fatto mai risolto.
Centinaia di medici di famiglia, e non parliamo di una decina, hanno continuato a riscuotere ogni mese la “quota” di circa 6 euro prevista per 51.287 persone che sono risultate ancora iscritte negli elenchi ed invece decedute da tantissimi anni.
Il caso più incredibile? Quello di un catanese che continuava ad essere “assistito” nonostante il suo decesso ben 35 anni fa.
Questa SI che è l’Italia. La riconosco.
Ingente ovviamente il danno per l’erario ma anche per i cittadini ancora in vita che a causa di questo enorme e diffuso “cancro” - in Italia a quanto pare difficilmente eliminabile - subiscono passivamente la soppressione di risorse economiche per curare la propria salute oppure vengono costretti a pagare per servizi per farmaci e prestazioni sanitarie inadeguate.
Ma lo scandalo causato dalla mancanza di un dialogo efficace tra istituzioni non riguarda purtroppo solo i pazienti morti e ritenuti viventi. Infatti, migliaia di altri cittadini pazienti risultano iscritti su liste di medici diversi! E questo è ancor più grave!
Poi ci sono quelle migliaia di cittadini che si trasferiscono in altre regioni ma nonostante ciò rimangono nelle liste degli stessi uffici sanitari.
Questa SI che è l’Italia. La riconosco.
Il disordine, la negligenza, la strafottenza dei burocrati e dei nullafacenti in Italia dilaga ovunque dal Nord al Sud isole comprese. Ogni medico dovrebbe avere 1500 - 1800 pazienti ed invece pare se ne trovi molti di più.
Ma allora la responsabilità visto che la matematica non è un opinione non è anche dei medici di famiglia?
A questo scandalo si aggiunge quello di quei medici come quello pugliese che imbrogliava sul numero delle visite che diceva di effettuare nelle case dei pazienti. Per ognuno di loro prendeva 26 euro e 46 centesimi.
Funzionamenti e meccanismi questui tutti da terzo mondo! E tutto ciò non può che pesare su noi stessi cittadini comuni oltre che sul già disastrato bilancio dello stato. Il lavoro che doveva essere fatto costantemente in tanti anni ora viene richiesto e fatto in pochi giorni.
Infatti, tra i medici di famiglia c’è preoccupazione in quanto gli enti preposti hanno già disposto il recupero delle somme non dovute decurtando appunto gli stipendi dei medici.
Questa SI che è l’Italia. La riconosco.
Ora valli a recuperare tutti quei milioni e milioni di euro che mancano all’appello!
Ma lo Stato dov’è? Prima fa le leggi e poi si dimentica di applicarle?
Io dico, anche per esperienza personale, che si spendono anche milioni di euro per l’informatizzazione e software inutili che nelle varie amministrazioni non vengono mai utilizzati. Ma perché non realizzare un’anagrafe nazionale collegata tra i comuni, le aziende sanitarie e perlomeno le forze dell’ordine?
In questo modo è ovvio che se un cittadino muore anche in un luogo diverso da quello di residenza viene subito annotato e cancellato da un operatore “autorizzato” e ben “identificato” nelle 48 ore successive nello stesso luogo in cui ciò accade.
In questo modo tutti gli uffici pubblici anagrafici, sanitarie e delle forze dell’ordine quando sarà richiesto saranno a conoscenza che il soggetto è deceduto.
Si eviterà tanto di quel lavoro inutile……… e ripetitivo. E si potrebbe far continuare a lavorare perlomeno all'inzio tanti giovani precari.
Ed inoltre un cittadino non si troverà mai inserito in due o tre elenchi diversi. Quanto accaduto e accade è pura pazzia. La pubblica amministrazione “deve” essere in grado di conoscere immediatamente - ma a livello nazionale - la posizione del cittadino che invece viene vessato e tormentato ogni giorno in quanto passa ore ed ore da un ufficio ad un altro.
Con un’anagrafe nazionale on line il cittadino che richiede anche il solo cambio di domicilio in un'altra parte del paese potrebbe avere già assegnato per esempio un medico. E non sarebbe poco.
Io ritengo inaccettabile che in un paese come l’Italia dove vi sono in vigore buone leggi si continui a trascrivere ripetutamente gli stessi dati di un cittadino tra una città e un’altra dello stesso paese.
Ritengo inaccettabile per esempio che le Forze dell’ordine chiedano ancora per posta agli uffici corrispondenti del paese notizie sui cittadini fermati o controllati in aree diverse del paese. Secondo me in Italia si dovrebbe realizzare immediatamente una banca dati unica dove registrare tutti i residenti e tutti coloro che vivono in Italia con proprio nome, cognome e codice fiscale.
Una banca dati on line dove ogni amministrazione pubblica può inserire, visionare e stampare solo i dati di competenza e di settore. Lasciando al Ministero dell’Interno la visione e gestione totale del sistema. Ovviamente qualsiasi tipo di operazione di verifica e di stampa verrebbe autorizzata e registrata come avviene già in alcune pubbliche amministrazioni.
In questo modo si possono avere statistiche più veritiere e soprattutto una Italia più efficiente, moderna e meno sprecona. Dove anche il cittadino “registrato” comodamente da casa può avere accesso ai propri dati e alla stampa delle notizie che lo riguardano.
Bisogna evitare assolutamente che in Italia operatori diversi inseriscano e disinseriscano i dati di uno stesso soggetto nei Pc per uno stesso motivo.
Io ritengo, ma lo prescrivono già le leggi in vigore, che non sia più ammissibile modificare, comunicare e diffondere a distanza di mesi e di anni i dati di un soggetto quando ciò può avvenire nell’immediatezza dell’evento attraverso l’utilizzo di una postazione informatica unica per amministrazione.
Ed io mi auguro che tutto ciò lo si faccia presto. Io dico la mia.

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