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martedì 30 settembre 2008

Megaliti




Oscuri testimoni del tempo, i megaliti custodiscono gelosamente buona parte dei misteri che li hanno accompagnati nei millenni.
Abbandonata l'idea che il fenomeno megalitico si sia espanso geograficamente a macchia d'olio partendo da un unico centro di diffusione, si e' oggi piu' propensi a ritenere che questo singolare utilizzo della pietra abbia avuto origine e si sia sviluppato autonomamente in ogni cultura. Sul reale significato e sulle funzioni sociali e rituali dei megaliti poco ci e' dato di sapere: la fantasia popolare, nel corso del tempo, li ha ammantati di un'aura di mistero e di occulto: le fiabe narrano di fate danzanti sui lastroni di copertura dei dolmen mentre, per la corte di Artu' e per Rolando il Paladino i megaliti furono punto di riferimento e desco.
Anche dopo l'avvento del Cristianesimo, i riti pagani legati ai megaliti persistettero tanto che la Chiesa, per limitarne il culto, passo' dai semplici editti "antieretico" alla loro cristianizzazione tramite incisioni di croci o altri simboli cristiani, trasformandoli in "Osanna" e quindi in luoghi di pellegrinaggio, dove a Pasqua si issavano rami di olivo, con un rito che ancora oggi e' praticato in numerose localita' salentine.
Il fenomeno megalitico risulta piuttosto diffuso in tutto il salento. L'antica terra d'Otranto conta 87 di questi monumenti di cui 21 sono dolmen e 67 i menhir. L'area di maggior concentrazione coincide col comune di Giurdignano (a pochi km da Otranto) ove sono presenti 7 dolmen e 14 menhir. Qui li si incontra dappertutto, dall'aperta campagna sino alle vie, alle piazze del paese e addirittura risulta conficcati nell'atrio di private abitazioni.

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